Thursday, March 11, 2010

Riflessioni sulla GHT

Rileggo con un sorriso i primi post di questo blog, in cui mi sentivo imbevuto di grandi e forti speranze verso l’idea di una pulizia energetica umana. Era un epoca in cui mi sentivo estremamente ricco di conoscenza e quindi anche potente. Non sapevo che all’epoca ero già sotto gli attacchi che alteravano completamente le mie percezioni e mi davano quindi un potere che era solo virtuale. Col senno di poi posso dire che le mie idee erano assolutamente esatte, così come era meritevole il mio intento. Solo che non avevo idea di come tutto sarebbe evoluto, di come prima di poter passare a guarire l’umanità, avrei dovuto guarire me stesso e la mia anima profondamente ammalata.

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L’inferno alieno

Nello scendere nel mio inferno personale, sono venuto a conoscenza di un mondo occulto insospettabile. Mi sono trovato ad essere il protagonista di un fanta-thriller degno della produzione di Icke, con risvolti globalmente piuttosto inquietanti.

Il mio procedere con lo scioglimento del mio karma non mi dava i risultati che speravo. I sintomi passavano temporaneamente, ma poi le cose tornavano più o meno come prima. L’intuizione fu quella di comprendere che i patti stretti con quelle creature infernali erano ancora attivi! Ovvero la mia anima, che vive fuori dal tempo, vi si era legata eternamente. Ecco perché non cambiava nulla. Ebbi la visione di un me stesso alternativo (credo fosse in Asia molti secoli fa) che facevo un’evocazione demoniaca per suggellare questo patto con un essere oscuro. Fui sgomento da principio a dovermi confrontare con tale verità.  Ma da quel momento, ho passato circa 3 anni a sciogliere patti con questi “demoni”. Patti che, lo scoprii solo dopo, in parte non erano scioglibili (non semplicemente con la sola volontà), in parte si riformavano. Per questo ci misi tanto a migliorare la mia condizione. Ma le cose erano ancora più complicate di come potevo immaginare.

Fu una sera, guardando la trasmissione di Ruggeri “Il Bivio”, che venni a conoscenza della storia di Valerio Lonzi, raccontata in parte dal Prof. Malanga. In quella puntata parlavano dei rapimenti alieni, le cosiddette abduction e dei segni che queste lasciano sul corpo e sull’anima dei malcapitati. In particolare parlavano di una cicatrice di forma ovale che si trova sul piatto tibiale, ed è il punto in cui gli alieni prelevano un campione di osso. Con molta noncuranza presto attenzione al mio piatto tibiale e sorpreso, vedo questa cicatrice. Ricordavo di averla vista altre volte, senza averle dato molta importanza, ma di una cosa ero certo: NON MI RICORDAVO AFFATTO COME ME LA ERO PROCURATA.

Iniziò la mia discesa agli inferi, parte seconda.

Andai subito a rileggermi “Alien Cicatrix” del Prof. Malanga. L’avevo letto forse più di un anno prima della mia presa di coscienza, ma l’avevo catalogato come un interessante libro di fantascienza. Anche se l’autore affermava che le informazioni in esso contenute non erano frutto della sua mente ma della sua ricerca di 20 anni sugli addotti italiani tramite lo strumento dell’ipnosi regressiva. Lessi dei tanti risvolti che questo fenomeno comporta, in particolare degli impianti alieni. Se io ero stato rapito, avrei dovuto averne. E se li avevo, avrebbero dovuto emanare una qualche energia “non umana”. E siccome ero ingrado di percepire le energie, mi misi subito a cercare sul mio corpo la presenza di frequenze non umane, artificiali. Trovai subito e con estrema facilità la presenza di alcuni punti in cui c’era qualcosa di anormale. Mi misi su internet per cercare altre info, sui siti americani, di questi impianti. Trovai la mappa classica di dove venivano posti, e sorpresa, coincideva esattamente con i punti che avevo trovato io (per la verità ve n’erano alcuni in più in cui non avevo cercato, sui polsi, sulle caviglie e dietro la schiena dove non arrivavo a percepire). Era troppo perché fosse una coincidenza, e da quel momento, sapevo di essere anch’io un addotto.

Etichetta che ti proietta subito in un posto estraneo. Qualcosa in cui nessuno vorrebbe trovarsi. E’ un luogo in cui nessuno che tu conosca è mai stato, e nessuno crede che tu possa esserci finito. Quindi un luogo di solitudine, e di profondo, estremo dolore.

Per fortuna proprio solo non ero. Pian piano mi resi conto che di persone rapite ne conoscevo più d’una. Ad un livello più o meno diverso di consapevolezza della loro condizione. E averne preso coscienza stava iniziando a risvegliare ricordi rimossi. Qualche anno prima vissi un periodo di rapimenti molto intenso.  Rapimenti che all’epoca classificai come “incubi pazzeschi”. Ne ricordo bene due momenti.

Una notte avverto qualcosa di anomalo mentre dormo, tiro su la testa e ho giusto il tempo di vedere due figurine grigie stare ai piedi del letto. Inizio ad urlare ma è come se fossi bloccato. E un attimo dopo puff, mi trovo seduto nel letto, sudato, sconvolto, ma le figurine erano sparite. Ho come avuto la sensazione che fra il prima e il dopo, ci fosse qualocosa di mancante, ma ovviamente ho attribuito questa mancanza alla peculiarità del mondo onirico.

Qualche notte dopo, mi trovo in balia delle due figure grigie, che mi tengono per le braccia e mi stanno caricando dentro una specie di macchina con uno sportello circolare. Ho giusto il tempo di gridare nella mia testa “MI HANNO RAPITO!” e mentre cerco di divincolarmi, mi risveglio ancora nel letto. Stravolto, ma ancora una volta convinto che fosse stato solo un sogno.

Nello stesso periodo era molto frequente che nei momenti di relax (che ancora c’erano visto che i figli dovevano ancora arrivare) quando mi trovavo sdraiato sul letto, all’improvviso iniziavo a percepire una vibrazione crescente al centro della testa. Vibrazione che diventava poi via via più intensa fino a sembrare quasi di avere un trapano che mi bucava il cervello da dentro. Quando capitava questa cosa restavo immobile in attesa di quello che mi doveva accadere. Immaginavo fosse un qualche fenomeno legato alle OBE. Invece dopo la presa di coscienza, lessi su internet che quello è un sintomo tipico del momento in cui accade l’abduction.

Quindi i dati c’erano tutti. Avevo trovato un nuovo nemico da fronteggiare.

Da principio non legai subito la mia condizione di attacco energetico alle abduction. Pensavo che fossero due fenomeni paralleli e distaccati. Solo molto tempo dopo compresi che quelli che io chiamavo “demoni” altro non erano che creature aliene, con le quali in precedenti incarnazioni avevo avuto a che fare.

Tramite la connessione con il Superconscio, ebbi modo di percepire negli annali akashici qual’era la storia che si celava dietro a questa peculiare situazione. Appurai così che la relazione fra umani e alieni è antichissima e dura fruttuosamente (per gli alieni) da migliaia di anni. Gli alieni, nelle diverse razze che minacciano l’umanità, strinsero molti patti animici nell’epoca in cui la magia era considerata un’arte e non una buffonata, fra le diverse popolazioni che erano in lotta fra loro, nei tempi Atlantidei. Quella era un’epoca in cui la magia e la tecnologia erano cresciute in maniera spoporzionata rispetto all’evoluzione spirituale dell’uomo, che le usò come sempre per soggiogare, dominare e concquistare le popolazioni più deboli. E gli alieni svolsero un ruolo chiave in questa querelle umana, fornendo le conoscenze esoteriche più complesse e i mezzi per esplicarle, ma vincolando gli umani a degli accordi di cui non avrebbero immaginato la gravità e le conseguenze.

Da bravi doppiogiochisti, gli alieni misero popolazioni le une contro le altre, facendo creare una rete di rispettivi attacchi energetici in modo da incatenare per sempre le anime dei maghi neri sprovveduti e poter così nutrirsi dell’energia che loro manca.

Infatti, dagli studi di Malanga, avevo appreso che la ragione chiave delle abduction è quella di sfruttare l’anima dell’addotto per la vivificazione dei corpi antichissimi di questi alieni. Esseri freddi e razionali che sono sprovvisti della componente animica eterna, e hanno bisogno di noi per prolungare la loro esistenza e conservare le loro memorie. E così io mi trovavo schiacciato dalla consapevolezza che la quasi totalità della mia anima era imprigionata nelle loro grinfie e sottostava al loro controllo. Ero uno schiavo in mano a dei rettili.

Erano rettiliani infatti gli alieni che ordivano i miei rapimenti, eseguiti poi dai miseri grigi, piccole creature assemblate biologicamente allo scopo di svolgere il lavoro manuale. E una memoria aliena era impiantata nel mio cervello. Memoria a cui però non avevo accesso.

Dalla situazione in cui mi trovavo, avevo ben compreso che il mio ruolo di mago nero era stato ai massimi livelli, visto il grado di coinvolgimento che la mia anima aveva con queste creature aliene. Oltre al rettile c’erano patti con i LUX, esseri incorporei ma molto intelligenti e scaltri, con spiriti maligni, con altre creature non ben definite, alcune anche di aspetto umanoide. Ma oltre a questi avvertivo un potente legame con Satana, che scoprii essere qualcosa di diverso dal Diavolo. O meglio, le due parole possono essere usate per descrivere due cose ben diverse.

Posso tranquillamente affermare che il Diavolo non esiste. Ma esiste l’assenza di Dio. E questa assenza possiamo chiamarla tranquillamente Diavolo se vogliamo rappresentarla come una figura a sé. Satana invece è un essere che ha una sua identità ben precisa. E’ una creatura estremamente malvagia e potente che è stata imprigionata qui sulla terra per riflettere sulla sua ribellione alla Legge dell’Uno. All’Amore Divino. E questa creatura ha da sempre avuto tutto l’interesse per legarsi all’anima degli uomini, esseri così poco evoluti e gretti, per potersene nutrire allo stesso modo delle creature che vengono dallo spazio.

E così ero messo veramente male. Da un lato gli alieni, dall’altro Satana, e l’assenza di Dio che regnava ovunque in me. Ero solo, disperato, inerme, debole, privo di conoscenze e potere. Avevo solo una cosa dalla mia parte: la speranza e la certezza che in qualche modo ne sarei uscito. Per la verità questa certezza, così come la mia sanità mentale, ha vacillato ben più di una volta nell’arco di questi 3 anni. Più volte ho pensato che il mio percorso terreno avrebbe meritato di essere concluso perché portare avanti questa battaglia era inutilmente improduttivo. Ma a darmi un filo di forza era la luce che vedevo negli occhi dei miei figli, creature così fresche ma che percepivo già contaminate dal Male.

Non ho contato le notti di disperazione che ho attraversato, gridando invano il nome di Dio affinché gettasse anche solo una briciola della sua luce su di me. Ma tutte le mie preghiere sono sempre rimaste inascoltate. E se volevo uscirne, dovevo trovare la strada da solo.

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Il ritorno

Quasi tre anni sono passati dall’ultimo post su questo blog.  Una persona poco fantasiosa avrebbe potuto pensare che mi sia semplicemente stancato di scrivere o che non avessi più idee. La verità ben più grave è che in questi ultimi 3 anni, il mio karma si è abbattuto su di me e mi ha distrutto.

Tutto è iniziato in effetti proprio dove avevo lasciato questo blog. Erano giornate particolarmente energetiche e io avevo cominciato a stare poco bene. C’era qualcosa attaccato al mio corpo energetico che mi stava facendo davvero soffrire. Mi sentivo il chakra cardiaco dilaniato, le gambe pesanti, una stanchezza immensa, mal di testa pungente. Questo era solo l’inizio.

La prima cosa che compresi fu che c’erano delle presenze, delle entità, che stavano ancorate al mio corpo energetico. Erano loro che mi facevano sentire così. Queste entità sono quelle che si potrebbero definire “spiriti di defunti” bloccati nel piano astrale della nostra dimensione e incapaci di procedere verso la Luce. Capii che erano senza energia e avevano bisogno di noi viventi per nutrirsi, e lo facevano prolungando dei tentacoli attraverso i buchi dei nostri corpi energetici, laddove c’erano blocchi che creavano una breccia. In particolare questo tipo di blocchi sono quei nodi karmici che legano la nostra vita ad eventi traumatici che abbiamo condiviso con altre persone.  Li definisco ormai blocchi-entità. I blocchi di tipo traumatico individuale invece in genere attraggono parassiti astrali più innocui. Ma quando un vivente è parassitato da un’entità defunta, in genere l’effetto sulla salute e sulla personalità è estremamente evidente.

Imparai abbastanza presto come liberarmi da questo tipo di cose. Da principio capii che erano blocchi di paura ad attrarre entità e parassiti di ogni genere, legati a chakra o ad organi specifici. Poi invece approfondii il discorso dei nodi karmici. Mi sembrava di aver compreso tutto. Ma il mio malessere non passava. Si manifestava in tanti modi. C’era qualcosa di più grande profondo che stava minacciando la mia vita.

Per fortuna in quei giorni di grande cambiamento, la mia connessione con il Sé Superiore era particolarmente attiva, e capivo sempre tempestivamente come procedere. Ora lo chiamerei Superconscio. E’ stato lui a guidarmi in questi 3 anni verso la liberazione dal male. Ma anche a farmici restare prigioniero.

Man mano che andavo avanti, mi arrivavano nuove fresche intuizioni sulla costituzione del nostro essere energetico, tanto che iniziai a riempire casa di fogli di appunti, schizzi, schemi, numeri… sembravo uno scienziato matto. Percepivo che il mio sistema energetico era come minacciato dal profondo, nella sua più intima struttura. E dovevo sviscerare la costituzione di questa struttura per comprendere come ristabilire la mia salute. Ma chi e perché stavano minacciando me stesso?

Compresi che ciò che stavo vivendo era il ritorno karmico di magia nera compiuta in altre esistenze. Vite precendenti in cui avevo stretto patti col diavolo, con Satana (che è una cosa diversa) e con ogni altra creatura malvagia, pur di ottenere potere e di poter sopraffare il nemico.

E così è iniziata la mia burrascosa discesa negli inferi. Gli ultimi 3 anni sono stati la scoperta di un inferno, di un mondo occulto che imprigiona gli umani, delle peggiori nefandezze che un’anima può racchiudere. Di cose che mai avrei immaginato e mai avrei voluto conoscere. Cose talmente oscure che solo pensare di poterne essere stato capace, non mi fa smettere di piangere.

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Friday, July 13, 2007

7-7-07

Data mitica, numerologicamente parlando.

Tanto interessante che la Fratellanza Galattica ha deciso di indire una grande pulizia del genoma umano sottile.  Il nostro DNA oltre ad avere la nota doppia elica osservabile al microscopio, ne ha altre 11 appartenenti ai piani sottili. Ognuna codifica informazioni dei diversi piani sottili.

Curioso che i piani sottili siano 7 e i DNA 12… come accordare ciò? Probabilente perché i piani sono 7 ma le densità dell’universo sono 12 (più una quella atomica in cui non esiste il DNA a regolare la vita). Ma mancano dati sperimentali a confermare ciò.

Ad ogni modo, in questa data, si è innescato un vertiginoso processo di guarigione planetaria, e nel mio caso, di evoluzione energetica, per cui sto via via scoprendo nuove possibilità dell’essere umano, e sperimentandone i risultati.

Grossi cambiamenti all’orizzonte… c’è aria di rivoluzione. 

Stay tuned. 

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Thursday, March 15, 2007

Pulizie di primavera

Per il prossimo equinozio primaverile ho intenzione di indire una nuova GHT. E’ dall’ultimo dell’anno scorso che non opero più in questo senso, perché i tempi non erano maturi. Adesso sento che è venuto il momento di riprendere a lavorare, dopo che in questi 3 mesi del nuovo anno, ho elaborato nuove strategie operative.

Le mie conoscenze dell’anatomia umana e della fisiologia energetica sono molto migliorate e questo mi permette di portare avanti trattamenti più radicali. Per questo nuovo intervento globale prevedo di operare per 3 giorni consecutivi, dal 21 Marzo al 23 Marzo 2007. Questo mi occorrerà per fare in modo che le tossine espulse escano completamente e non si crei una mega congestione globale.

Quindi tenetevi saldi, che ci sarà un bel movimento energetico. Chiunque si voglia unire, è ben accolto. E sarà davvero un buon inizio di Primavera.

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Tuesday, February 6, 2007

I tre Guna

Nel sistema filosofico Samkhya, per Guna si intendono le tre qualità costituive della Natura materiale, detta anche Creazione o Prakriti, principio cosmico femminile, contrapposta al Creatore Purusha che ne è il principio maschile. Al contrario di Purusha, l’uomo cosmico passivo, testimone e senza attributi, Prakriti è dinamica, sempre in movimento, in costante evoluzione e trasformazione; e i Guna (chiamati anche agenti o costituenti) sono le cause di questo movimento, le fondamentali modalità di manifestazione attraverso le quali l’energia di Prakriti si manifesta nella vita. Prakriti, nel suo stato primordiale di materia indifferenziata, presenta i tre Guna in perfetto equilibrio tra loro; la rottura di questo equilibrio porta ad una modificazione della sostanza primigenia: ciò che ne consegue è la manifestazione. I Guna, quindi, sono le diverse qualità della manifestazione.

Sattva è la materia originale, il primo gradino della manifestazione, la luce che costituisce il substrato dell’esistenza; infatti, sia nella Bibbia che nei testi sacri indiani, Dio crea la luce attraverso la parola. Questa luce primordiale è estremamente vicina all’Assoluto, e ciò le conferisce il potere di generare altra materia, Rajas, che inevitabilmente subirà un deterioramento rispetto alla materia originale; e Rajas a propria volta, attraverso un ulteriore degenerazione, darà origine a Tamas.

Le diverse qualità dei Guna
La filosofia indiana, con la tipica esigenza di classificazione e la convinzione della corrispondenza Macrocosmo-Microcosmo, attraverso la teoria dei Guna spiega tutti gli aspetti della realtà psicologica, esoterica e fenomenologica. I Guna infatti sono numericamente infiniti, così come gli stati di coscienza, anche se per praticità vengono distinti in tre categorie funzionali:

Sattva: luminosità, consapevolezza, saggezza, salute, solarità, virtù, pace, calma, felicità, vita.
Rajas: passione, attività, eccitazione, desiderio, egoismo, attaccamento, oscillazione, instabilità, dolore.
Tamas: ignoranza, oscurità, indolenza, pigrizia, inerzia, staticità, illusione, apatia, indifferenza, morte.

I tre Guna si possono ritrovare identici in ogni aspetto dell’esistenza: nella natura e nella vita così come in tutti gli stati di coscienza. Così, quando prevale Sattva la coscienza umana è caratterizzata da uno stato di serenità e chiarezza mentale; quando Rajas è predominante, la coscienza diviene attiva, dinamica, volitiva e piena di energia; quando invece prevale Tamas la coscienza è inerte, immersa mell’apatia e nel torpore. Quest’ultimo infatti corrisponde all’elemento terra e rappresenta l’inerzia, la condensazione, la solidificazione, la tendenza al basso, cristallizzazione dell’energia invece “qualificata” da Rajas e “essenziata” da Sattva.

Così, gli individui tamasici (il pigro e l’inerte) esitano ad essere attivi, temendo di stancarsi o di fallire; gli individui rajasici (emotivi e passionali) si tuffano a capofitto nell’azione cercando risultati immediati, e rimangono delusi quando questi non arrivano come si aspettavano; mentre gli individui sattvici (le persone dotate di equilibrio mentale) sono attivi, considerando l’azione il loro dovere; il successo e il fallimento non disturbano la loro equanimità, poiché essi lasciano a Dio i frutti dei loro sforzi, consapevoli di essere solo strumenti nelle Sue mani.


Questo articolo è liberamente tratto dalla Wikipedia.
Il motivo per cui lo riporto è che riflettendo su questo aspetto della natura manifesta mi sono chiesto se esiste un modo per riequilibrare questi tre aspetti nell’essere umano così da poterlo riportare in armonia con se stesso. Allora ho provato ad agire sul BioEquilibratore associato ai Guna, immaginando che rispetto ad una sproporzione originaria, i tre livelli si assestassero ad una situazione ottimale, specifica da persona a persona.
Con mio grande stupore ho rilevato che invece l’essere umano è un essere completamente Sattvico. Ovvero, dopo aver agito sul riequilibrio, si assiste ad una completa sproporzione verso la sattivicità a totale discapito dell’aspetto rajasico e tamasico.

Che gran bella notizia sapere che l’aspetto originario di ogni uomo è pura luce, conoscenza e saggezza! Siamo esseri fatti per la felicità, per la pace, la virtù. E’ la discesa nella materia che ci spinge ad esplorare i nostri lati oscuri. Ecco rifiorire il mito del buon selvaggio… della natura intrinseca della bontà nel profondo di ogni uomo.

Credo questa sarebbe una notizia degna di un buon telegiornale serale. Far sapere al mondo che l’essere umano è nato per la gioia. Peccato che i palinsesti vogliano farci credere tutt’altro. Ma non ci riusciranno.

Detto questo mi chiedo cosa possa comportare applicare a livello globale questo riequilibrio. Lo inizieremo a scoprire non appena comincierò ad applicare questo nuovo principio alla GHT.

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Friday, January 19, 2007

Perplessità

Continuo ad interrogarmi sull’opportunità di portare avanti un lavoro di pulizia così generale. Non discuto più sulla sua efficacia, perché a livello energetico i cambiamenti si sentono su tutti. Ma il problema che ritengo principale è che poiché un lavoro di questo tipo tende a tirare fuori a galla congestioni molto antiche che potevano sembrare latenti, e le rende manifeste, il risultato che si può facilmente ottenere è che l’umanità sia sempre più malata, invece che più sana.

E poiché la cultura attuale spinge verso trattamenti medicali invasivi, che non aiutano a comprendere l’origine della malattia, ma tendono solo a sopprimerne i sintomi, penso anche che spingere le persone in quella direzione sia sbagliato. E’ come forzarle verso un destino ostile. E’ anche vero che comunque le cose prima o poi si sarebbero manifestate, ma ultimamente molte forze è come se mi facessero avere delle resistenze.

E’ anche vero che ad un livello più intuitivo sono sempre stato “spinto” ad agire nei momenti giusti, quindi forse questo è semplicemente un momento in cui non mi sento di agire, in attesa di nuovi eventi cosmici che mi spingano a farlo. E’ anche vero che negli ultimi tempi sto iniziando a lavorare in nuove direzioni e ancora non mi sento pronto di estendere queste sperimentazioni su scala globale.

Uno dei miei obiettivi principali è quello di scoprire e attivare il meccanismo che consente agli esseri umani di nutrirsi di sola luce, sulla scia del progetto portato avanti dai Breathariani capeggiati da Jasmuheen, i quali riescono in 21 giorni a trasformare il sistema energetico umano per farlo passare da un tipo di alimentazione solida ad uno di tipo energetico. Al di fuori del grande impatto spirituale che questo possa avere penso soprattutto ad altre cose: il distacco dalla dipendenza dagli alimenti, che porterebbe a far cessare il grave tema della “fame nel mondo”, il risparmio di tempo che ognuno ricaverebbe dal non dover più comprare-preparare-consumare i cibi (ed economico ovviamente) ma soprattutto dal problema ben più gravoso che è quello di lavare i piatti a fine pasto. Credo che le casalinghe di tutto il mondo (e io sono uno di quelle), mi ringrazieranno.

Per cui per ora continuerò a lavorare in questa direzione, fino a che le mie ricerche non mi portino a qualcosa di più concreto che la pura speculazione.

 

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Tuesday, January 2, 2007

Il nuovo anno

Il 2006 è stato per me un anno di grandissima svolta. Nell’arco di una rivoluzione terrestre, l’aver iniziato lo studio della TEV e l’aver incontrato splendide persone con cui scambiare intense collaborazioni mi ha permesso di espandere completamente la mia visione della realtà, soprattutto, per ciò che mi appassiona di più, del funzionamento che soggiace al benessere dell’essere umano.

Spero che il 2007 porti avanti con tale entusiasmo la stessa evoluzione, lasciando scoprire nuovi orizzonti sul fronte della conoscenza delle energie sottili.
Già gli ultimi giorni del 2006 sono stati per me particolarmente proficui dal punto di vista delle intuizioni su come applicare in modo più specifico le tecniche che conosco. Questo mi ha portato il 30 dicembre a fare un’intensa meditazione terapeutica sul fronte della GHT, potente e profonda come mai fino ad oggi. Gli effetti sono stati notevoli per tutto il 31, facendo credo rilasciare un notevole carico di congestioni.

Ora sono alle prese con nuove idee, lavorando a livello atomico e sulla rigenerazione degli organi. Vediamo quali nuovi scenari si apriranno in questo 2007 che si presenta già ricco di sfide.

Auguro all’umanità di ritrovare il proprio centro, di compiere un grande passo nella sua evoluzione, e di rilasciare i vecchi modelli di pensiero basati sulla separazione.

Buon anno a tutto il mondo!

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Wednesday, December 13, 2006

I fiori dell’anima

Nel secolo scorso un medico inglese, Edward Bach, data la sua incredibile sensibilità, scoprì che alcune essenze floreali agivano in un modo specifico su certi problemi emotivi dell’essere umano. Nella sua purtroppo breve attività di ricerca classificò 38 di queste essenze abbinandole a 38 problematiche emotive. E’ in questo momento che nasce la floriterapia. Ma come funzionano esattamente?

Dobbiamo addentrarci nei concetti della medicina vibrazionale, tanto cari all’omeopatia, alla TEV e a tutte le forme di terapia energetica. Ogni cosa in natura emette una particolare caratteristica vibratoria (CV), ogni essere vivente, ogni organo, ogni cellula, ogni malattia. E’ tramite queste CV che continuamente avviene una comunicazione invisibile fuori e dentro di noi, per cui luoghi, persone o cose ci attraggono o ci respingono, ci fanno star bene o ci ammalano. Tramite la kinesiologia è possibile verificare l’impatto di ogni sostanza su un essere umano, per verificare se è nociva o salutare, proprio perché una vibrazione nociva ha la capacità di indebolire la risposta muscolare.

Così ogni fiore sembra emettere una propria CV che risulta antitetica alle CV di certe problematiche psichiche. In questa maniera, una persona che soffre di determinati disturbi, entrando a contatto con un fiore con la CV complementare a quel disturbo, viene guarita. A livello energetico, non appena una persona assume uno dei fiori di Bach, immediatamente si sciolgono dei blocchi psichici e si liberano un sacco di tossine energetiche. A queste si deve l’iniziale reazione negativa dovuta all’assunzione dei fiori. Gli effetti della terapia di Bach non tardano ad arrivare, ma la tempistica varia da caso a caso. Usando una metafora è come se per star bene dovessimo spalare via una massa di fango da una tubatura. Quando il fango si secca, si cristallizza e diventa pietra, agire coi fiori di Bach può sembrare inefficace. Sarebbe come usare un cucchiaino per svuotare una piscina. In quel caso serve il trapano. Quando il fango è abbastanza liquido, i fiori di Bach stimolano lo scioglimento e la pulizia come l’idraulico liquido, e la guarigione è più rapida. Ma in definitiva è solo questione di tempo e pazienza. La goccia scava la roccia.

Cosa centrano i Fiori di Bach con la GHT? Non posso mica far prendere i fiori a tutta l’umanità! Per fortuna in questo caso sopraggiunge la TEV con le sue tecniche energetiche. E’ infatti possibile proiettare la CV di un fiore direttamente nell’aura o su un chakra di una persona, e quindi nel nostro caso, del SEM.

Ma quali sono i fiori di cui ha bisogno l’umanità? Per questo mi sono affidato alla mia diagnosi energetica, e ho rilevato quanto segue. Se l’umanità fosse un mio paziente, gli direi che ha un sacco di problemi (e questo è evidente!). I fiori principali sono Star of Bethlehem, connessa agli shock e ai traumi, e purtroppo Holly, legato alle emozioni negative quali odio, invidia e gelosia. Poi viene Gorse, il fiore di chi è disperato e rassegnato. Subito dopo viene Larch, il fiore di chi manca di autostima e fiducia in sé. A pari merito Olive e Crab Apple, rispettivamente dell’esaurimento fisico e mentale e del disgusto. Poi vengono Chicory e Impatiens, dell’egoismo e dell’impazienza. Dopo vengono tutti gli altri…

Tanto per dirlo, quelli di cui l’umanità a meno bisogno sono Rock Water, per il perfezionismo, Red Chestnut per l’eccessiva preoccupazione per gli altri, Water Violet per l’orgoglio e il distacco e Wild Rose per l’apatia e indolenza.

Appena mi sarà possibile inizierò con la floriterapia a scala globale. Credo avrà effetti numerosi!

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Thursday, November 30, 2006

Pausa di riflessione

Molti mi chiedono, beh allora come va la GHT?

Devo dire che purtroppo in questi giorni è un po’ ferma. Ma non perché io sia improduttivo. In realtà dietro le quinte le acque sono molto agitate. Nuove interessanti tecniche stanno convogliando nel mare magnum delle terapie energetiche che sono estendibili alla GHT, e questo è un momento di raccolta e sperimentazione. Prima agisco sul singolo individuo, su me come cavia e su chi mi capita a tiro. Solo in un secondo momento inizio ad applicare queste novità su scala globale.
Ma la realtà è che ho maledettamente poco tempo/energia per fare tutto ciò che vorrei. Vivere in una realtà tridimensionale densa, in cui tutto si muove vincolato alle leggi rigide dello spaziotempo, rende il lavoro di un’Operatore di Luce molto faticoso e pesante. Soprattutto quando nel quotidiano ci si scontra con persone la cui coscienza è ancora saldamente radicata alle dinamiche di terza densità.

Per parlare in termini più chiari, l’Essere Umano sta evolvendo, e questo salto quantico ci porterà dal Vecchio Mondo (terza densità) ad un Nuovo Mondo (quinta densità). Il passaggio alla quarta sarà solo momentaneo. La GHT sembra essere uno dei tanti metodi che sono stati scelti per aiutare l’umanità in questo passaggio, per alleggerire il bagaglio che ci appesantisce nel viaggio.

I vecchi schemi mentali dell’egoismo, dell’individualità e della separazione crolleranno, per dare spazio a modelli di cooperazione, di coscienza di gruppo e unitarietà. Non so se questo è plausibilmente attuabile nei tempi previsti (2012), ma so che questa è la meta verso cui puntare. Per cui non mi pongo il problema del quando il cambiamento avverrà. Mi pongo il problema di come fare per avviare il cambiamento.

Intanto, ora che è passato un mese dall’inizio della GHT, posso iniziare a tirare alcune somme. Sono valutazioni da prendere con le pinze, ma mi sembra che in questo mese l’espansione energetica dell’umanità possa stimarsi attorno al 700%, mentre la congestione che prima era del 60%, dovrebbe essere scesa al 30%. Sembra un dato significativo, ma non so quanto nel reale questo si sia manifestato. So che occorre tempo e che comunque le problematiche specifiche di ogni singolo individuo, difficilmente verranno risolte con un intervento così aspecifico. Se non è il singolo individuo ad avviare un processo di autoconoscienza, la guargione difficilmente potrà manifestarsi. Ma non deve essere questo ad ostacolarci nell’impresa.

 

 

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